Omeopatia: la ricetta non serve, la laurea sì

La sentenza della Cassazione ha infatti annullato l’assoluzione che l’uomo aveva ottenuto della Corte d’Appello di Bologna. Anche se l’omeopata prescriveva medicine di origine naturale – non riconosciute dallo Stato – e i suoi pazienti erano informati sul fatto che non fosse un medico laureato, questo non è bastato a sorvolare sulla mancanza di un titolo valido e idoneo e a scagionarlo dall’accusa di esercizio abusivo della professione medica.

Nelle motivazioni si spiega infatti che "sarebbe paradossale imporre oneri a chi intende curare pazienti dopo essersi formato su testi della scienza medica ufficiale e non esigerli, invece, per chi voglia svolgere un’attività terapeutica in base a nozioni e metodi alternativi non riconosciuti dalla comunità scientifica". Tra le altre pratiche per le cui competenze sono esclusive dei medici la Cassazione elenca la chiropratica, l’agopuntura, i messaggi terapeutici, l’ipnosi curativa, la fitoterapia e l’idrologia.

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