Oms, parte convenzione antifumo

Bersaglio dell’iniziativa sono le pubblicità, ma anche le caratteristiche del famoso “pacchetto di bionde”, come l’etichettatura ed il prezzo, tutti destinati a più severe regolamentazioni. Lee Jong-wook, direttore generale dell’Oms, ha cosi sottolineato l’importanza dell’operazione: “L’entrata in vigore della convenzione è la dimostrazione dell’impegno dei vari governi a ridurre la mortalità e le malattie legate al tabacco”. Ad oggi infatti, il tabagismo è la seconda causa di morte al mondo e, come ha sottolineato la stessa Oms in una nota: “Il tabacco è l’unico prodotto legale che uccide circa la metà dei suoi consumatori: ciò significa che saranno circa 650 milioni le persone che moriranno prematuramente a causa del fumo”. Secondo le linee guida tracciate dalla convenzione, i singoli paesi aderenti all’iniziativa (57) dovranno tramutare i dettami dell’Oms in vere e proprie leggi nazionali. Tali leggi dovranno fare in modo che sui pacchetti di sigarette compaiano gli avvisi sui rischi del fumo per la salute, questo entro i primi 3 anni, e stabilire, entro 5 anni, norme che vietino la pubblicità delle sigarette. Come sappiamo, per esperienza diretta, in Europa e in molti paesi occidentali esistono già tali regolamentazioni, ma come sottolinea Vera Luiza da Costa e Silva (direttore dell’iniziativa “Tobacco Free”): “La convenzione chiede che (tali procedure) siano implementate in modo sempre più coordinato e standardizzato tra i vari paesi aderenti”. Se però in occidente qualcosa si è già fatto, altrettanto non può si può dire per i paesi delle zone del Pacifico. Shigeru Omi, direttore dell’Ufficio regionale Oms per l’area dell’Ovest Pacifico (con sede a Manila, Filippine), ha sottolineato come il problema del fumo abbia oramai assunto dimensioni allarmanti anche nell’area asiatica, ma se sinora poco è stato fatto, oggi invece, ha dichiarato Omi, “abbiamo gli strumenti per combattere questa emergenza ed è il momento che tutti i Paesi si uniscano a questa battaglia”. Proprio questa presa di coscienza a livello internazionale, trova la sua applicazione con la convenzione contro il fumo dell’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), destinata a divenire operativa in 57 paesi, a partire da domenica 27 febbraio.

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