Operahus di Copenhagen

Così nasce
l’idea della Operahus. Maersk sceglie un grande architetto danese, Henning Larsen, per
l’ambizioso progetto. Sorgerà sull’isola di Holmen, con vista sulla residenza reale di Amalienborg, simbolo della città.
L’avvio dei lavori si ha nel novembre 2001. Maersk discute animatamente del progetto tanto che lo stesso architetto incaricato arriva al punto di lasciare i lavori. Ma il progetto va avanti. Gli artisti che decoreranno il teatro sono tutti scandinavi. Il materiale è scelto con grande cura. La facciata di pietra calcarea dorata, il foyer rivestito di vetro con bande d’acciaio orizzontali, il pavimento in marmo siciliano Perlatino. Meno di quattro anni e il teatro è terminato.
Le dispute, i ripensamenti, le liti ora lasciano spazio alle luci del meraviglioso palcoscenico. Il teatro può contare circa 1.500 posti a sedere, 31 sale prova e 230 camerini, una torre scenica alta 38 metri e un tetto che misura 158 metri per 90. Balconi e passerelle di vetro e acciaio conducono al grande auditorium. Sembra una gigantesca bolla fatta in legno
d’acero, quasi galleggiasse sospesa nel foyer. Tutto è stato studiato in funzione
dell’acustica perfetta. Dalla curvatura delle balconate al design del palcoscenico. Un’opera magnifica e perfetta in cui armonicamente i materiali si fondono tra loro in un connubio di raffinata eleganza e modernità.
Il progetto interamente danese ci riporta ai fasti di un tempo passato in cui i ricci mecenati finanziavano opere destinate a rimanere nella storia..
Andrea Lanari

Appassionato di Attualità?

Leggi JUGO.it anche su Facebook

Vai alla Pagina Facebook di Jugo.it
JUGO > Attualità > Operahus di Copenhagen