Orecchio, l’importanza della forma

La risposta arriva dagli Stati Uniti, dove alcuni ricercatori della Vanderbilt University di Nashville hanno indagato a fondo sull’argomento, ribaltando la vecchia concezione che vedeva la forma a spirale come una semplice questione di spazio. Secondo Daphne Manoussaki ed il suo team, infatti, la forma a spirale della coclea ha la funzione specifica di rendere ancor più sensibile la superficie dell’orecchio, specie quando si tratta di suoni caratterizzati da "basse frequenze". Per arrivare a tali conclusioni, i ricercatori hanno indagato il "comportamento" dei suoni captati dai tubi cocleari, scoprendo una disparità nella distribuzione delle onde. Secondo quanto descritto nello studio, pubblicato sulla rivista Nature, queste sembrerebbero infatti più intense nel muro esterno: ciò significa una partecipazione attiva nella fase di riconoscimento dei suoni. Rispetto alla parte esterna, all’interno della spirale, si assisterebbe così ad un "amplificazione" dei suoni pari a 20 db. Per stessa ammissione dei ricercatori della Vanderbilt University, se le conclusioni dello studio verranno confermate, si potrebbe assistere ad una netta evoluzione degli impianti cocleari, anche detti protesi cocleari: dispositivi utilizzati per stimolare elettricamente la coclea, ovvero per trasformare il suono in impulsi elettrici.

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