Ormone BNP rivela il rischio infarti

Diretta dal professor Ranuccio Nuti (sempre del policlinico senese) e pubblicata sulla prestigiosa rivista internazionale American Journal of Cardiology, la ricerca ha dimostrato come il BNP prodotto dalle cellule cardiache possa indicare la presenza di malattia aterosclerotica delle arterie coronarie. Grazie a questa scoperta, i medici potranno comprendere a quali rischi vanno incontro i pazienti e scegliere la risposta terapeutica o l’intensità del trattamento più adeguati. Alberto Palazzuoli ha dichiarato: "Abbiamo valutato i livelli di BNP in pazienti con cardiopatia ischemica e abbiamo rilevato che i pazienti che hanno una malattia aterosclerotica dei 3 principali vasi coronarici, hanno livelli dell’ormone maggiori rispetto a coloro che sono affetti dalla stessa patologia su uno o due vasi. Inoltre i livelli crescono se la malattia interessa il vaso più importante, cioè l’arteria interventricolare anteriore". La produzione dell’ormone rappresenta infatti una difesa del nostro cuore contro il danno ischemico dall’aterosclerosi. Si tratta quindi di un marker davvero importante per valutarne la diffusione. Analizzando i livelli di BNP si potrà così individuare quando è necessaria una coronarografia, in modo tale che i medici possano predisporre una terapia più intensiva ed una rivascolarizzazione precoce.

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