Orologi del cervello per percepire il tempo

Sono infatti questi gli autori di uno studio, pubblicato su Nature Neuroscience, che ha rivelato come la percezione del tempo da parte del cervello dell’uomo dipenda anche da dove guardiamo, come se avessimo tanti orologi regolati a ritmi diversi a seconda degli stimoli visivi."Il lampeggiare di un semaforo – indicano i ricercatori -, per esempio, dopo un po’ che lo osserviamo, anche se si mantiene regolare, ci sembra sempre più rapido ma basta spostare lo sguardo sul semaforo accanto e il tempo torna a scorrere normalmente". La spiegazione consisterebbe nel fatto che il nostro cervello divide il mondo esterno in tanti fusi orari diversi: la ricerca dimostra infatti che la durata degli stimoli visivi non è cronometrata da un singolo orologio centrale del cervello, come si riteneva sino ad ora, ma da tanti orologi indipendenti che si occupano ognuno di un singolo stimolo e di una specifica zona dello spazio. Differenti anche le aree del cervello coinvolte. Il senso dello scorrere del tempo appare infatti frutto di un meccanismo diffuso in tutta la corteccia sensoriale e non in una singola area. Tanti orologi diversi, tarati su "fusi differenti", che possono dilatare o comprimere la misura del tempo secondo le proprie necessità.A cosa potrebbe servire questo meccanismo apparentemente caotico? Secondo i ricercatori, ciò può rivelarsi utile, per esempio, in caso di procedure che il nostro cervello ha automatizzato, come guidare una macchina nel traffico: si riesce a farlo mentre si è concentrati su tutt’altri pensieri. Gli orologi sensoriali misurano e valutano durate e coincidenze di stimoli visivi ed acustici (semafori, macchine, pedoni, clacson, frenate e sirene) mentre altri monitorano lo scorrere lento dei nostri pensieri. Maria Concetta Morrone, professoressa di Psicologia Fisiologica Avanzata e coordinatrice dello studio, ha dichiarato: "Se il cervello dell’uomo lavora con tanti orologi asincroni perché non costruire computer funzionanti con lo stesso schema? Si tratta di una ricaduta tecnologica molto interessante di questa ricerca: copiare questo modello potrebbe permetterci di costruire computer, reti di computer e sensori più potenti e "intelligenti", in grado di assolvere a quelle funzioni che con un solo "orologio" le macchine non riescono ancora ad assolvere".

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