Ossido d’azoto: elisir di lunga vita

Tra questi, un ruolo di primo piano è stato conquistato dal lavoro condotto dall’equipe del Professor Enzo Nisoli – Università degli Studi di Milano – che, in collaborazione con altri ricercatori italiani e con l’University
College di Londra, ha dimostrato gli effetti benefici dell’ossido di azoto sulla durata della vita. La molecola NO, prodotta naturalmente dall’organismo, è stata infatti identificata come mediatore degli effetti di lunga vita prodotti dalla restrizione calorica. Precedenti ricerche avevano infatti dimostrato come, nei topi da laboratorio, una condizione di regime alimentare ipocalorico potesse dare degli ottimi risultati in termini di longevità, inducendo una vera e
propria rivoluzione degli equilibri biochimici e genetici, con un potenziamento della produzione di mitocondri, del consumo di ossigeno e dell’attività della
proteine sirtuine. Quello che non aveva ancora trovato una spiegazione era il collegamento tra la dieta e questi effetti benefici sull’organismo: lo studio di Nisoli, pubblicato sulla prestigiosa rivista
Science, conferma che l’anello mancante è proprio l’ossido di azoto che, in caso di un’evidente riduzione calorica, viene prodotto dall’organismo in quantità superiori. A dimostrare che si tratti proprio dell’NO è la mancanza di effetti delle diete su animali che non sono in grado di sintetizzare ossido di azoto. Ad oggi, la liberazione di NO è alla base di molti farmaci sviluppati per curare malattie cardiovascolari (è presente anche nel
Viagra), ma grazie a questa scoperta potrebbe essere presto impiegata per i suoi effetti legati alla longevità degli individui.

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