Ottava edizione per Open2005

L’arte, esposta lungo i viali e gli spazi aperti del Lido, così cosmopolita, nata in contesti assolutamente differenti, svela la necessità di sondare liberamente i linguaggi, di attraversare trasversalmente i codici, con atti di coraggio. La sfida diventa ancor più interessante se il lavoro degli artisti scaturisce dall’incontro di tre curatori: Vincenzo Sanfo, Marisa Vescovo e Chang Tsong-zung. Si spazia dagli interventi eclettici di Sandro Chia a quelli essenziali di Luigi Mainolfi, per poi passare all’afflato socio-esistenziale di Giuliano Vangi ed alle coloratissime forme astratte di Nino Mustica fino alle installazioni luminose di Marco Lodola. La mostra è un’operazione pionieristica che diviene materia complessa di forme e significati come negli interventi di Renzo Margonari, Riccardo Cordero, Anna Santinello, Bobo Ivancich De La Torriente, Ursula Huber, Luigi Masin e Silvana Scarpa. In un presente al centro di tensioni politiche in grado di monopolizzare anche la sfera culturale, la bruciante attualità diviene una presenza costante come nell’arte di B.Zarro che con l’opera Cavallo di Troia, un vero aereo F104 da guerra, denuncia la politica di intervento internazionale. E ancora i bronzi policromi, sottoposti a mutamenti epidermici ad effetto cloisonnè di Rabarama. Ritorna inoltre la tradizione del marmo con gli inediti interventi artistici dei maggiori esponenti dell’arte contemporanea: Carol Rama, Michelangelo Pistoletto, Vettor Pisani, Nunzio, Gilberto Zorio, Aldo Mondino, Grazia Toderi e Joseph Kosuth. Sebastian presenta un corpus di opere, parte di un lavoro “in progress”, concepite in relazione alle caratteristiche dello spazio particolarmente ricco di suggestioni. I messicani Gustavo Aceves e Victor Manuel Contreras, insieme all’argentino Nicolas Leiva pur con linguaggi e approcci diversi condividono le medesime problematiche, infatti emanano, attraverso le loro opere, una forte energia vitalistica in un confronto con la dimensione temporale e spaziale. L’intervento dell’uruguaiano Pablo Atchugarry, è invece esperienza sensoriale: l’artista forgia la materia marmorea dando forma alle luci, alle ombre ed alle emozioni. A testimonianza dell’incontro tra Europa ed America Latina le figure di Fernando Botero spiccano grazie al loro valore immediato e narrativo dove il tratto magico e la fusione inestricabile di tragico e comico sono l’impronta indelebile di un’eredità culturale sudamericana. Fedele ad una linea d’indagine rivolta alle culture extraoccidentali, OPEN propone le opere di Yuen Minjun, Wang Guangyi e Kyoji Nagatani. L’incontro di singole esistenze in transito e di partecipazioni internazionali dà espressione ad artisti quali Jan van Oost, Lia Lapithi Shukuroglou e Helga Elben. Anche quest’anno, infine, Arte Communications organizza il "PREMIO OPEN", giunto alla quinta edizione, un riconoscimento speciale e collaterale alla 62. Mostra Internazionale di Arte Cinematografica che sarà conferito ad un regista in concorso. Il premio sarà sponsorizzato dal Comune di Valenza.

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