Ottone Rosai a Palazzo Medici Riccardi

Le opere, selezionate per l’occasione, offrono una panoramica sintetica e puntuale sull’inconfondibile linguaggio espressivo di Rosai, tra i più significativi nella cultura figurativa toscana del ’900. Presenti nudi, ritratti, monumenti, strade, interni, nature morte, interpretati con una pittura ancora attuale, densa di energia espressiva e di carica umana.Tra le opere esposte figurano così lavori poco noti ed altri famosissimi: "L’uomo della panchina" del 1930, il "Ritratto del padre" e "Via Toscanella" del 1922, "Vallesina" dipinta nel 1916 quando Rosai era sul fronte nella Grande Guerra, un’opera che è stata di proprietà di Vittorio De Sica. E poi un gruppo di drammatici corpi plastici: "Nudo disteso", 1947, "Atleta" 1948, "Nudo di ragazzo" 1950, campioni di una monumentale figuratività che bastano a collocare Rosai al vertice delle arti del XX secolo. A curare la mostra monografica dedicata a Ottone Rosai sono il critico Luigi Cavallo e Piero Pananti, con la collaborazione di Franco Farsetti e Frediano Farsetti.

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