PA: inizia la rivoluzione digitale

Dei 2.640 milioni di euro risparmiati con il “codice digitale”, 400 milioni deriverebbero dall’archiviazione ottica dei certificati, 360 milioni delle e-mail certificate, 200 milioni dai mandati di pagamento e 45 milioni dalla firma digitale che verrà introdotta per Università e imprese. Per un futuro dove tecnologia e amministrazione sembrano confluire verso l’e-government, a beneficiare della “rivoluzione digitale” non saranno solo le casse dello Stato, ma anche il cittadino stesso, che troverà un rapporto più diretto con la P.A., eliminando così code e lungaggini burocratiche. A tal proposito Stanca ha dichiarato: “Accanto alla P.A. digitale nasce il oggi il “cittadino digitale”, a cui il codice riconosce nuovi diritti e nuove possibilità, definendo il quadro giuridico per garantirne l’effettivo godimento”. Il codice renderà obbligatoria l’innovazione, introducendo nuovi diritti e segnandndo una nuova strada verso la realizzazione di strumenti innovativi. Se entro il primo gennaio 2006 sarà possibile effettuare tutti i pagamenti attraverso Internet, la digitalizzazione sarà poi alla base del federalismo. E’ lo stesso ministro per l’Innovazione e le Tecnologie ad illustrare il progetto: “Il federalismo in termini digitali troverà nella Pubblica Amministrazione connessa alla Rete un fattore chiave. Il decentramento necessita infatti di un canale di comunicazione tra le amministrazioni locali competenti ed i soggetti erogatori di servizi pubblici, per garantire piena autonomia, ma anche coerenza di intenti”. Inizia per l’Italia l’era dell’e-gov.

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