Paladino – Eno: Opera per l’Ara Pacis

Il concetto di "Opera per l’Ara Pacis" è quello di un’installazione unica, pensata e realizzata su misura per gli spazi del museo: Eno e Paladino sono partiti dall’idea di destrutturare i loro lavori reiterando moduli tipici della loro ispirazione creativa e dilatando e comprimendo singoli suoni o motivi, mettendo insieme tutti i frammenti, i due artisti sono arrivati ad ottenere una totale armonia.Mimmo Paladino "segna" le superfici e fornisce all’osservatore un nuovo punto di vista dal quale confrontare l’architettura di Richard Meier e la monumentalità dell’Ara Pacis con la sua ricerca ricca di contaminazioni. È il caso della grande scultura circolare, un anello in acciaio, che inquadra l’Ara e, insieme con il monumento, è visibile dal Lungotevere. Il clou dell’installazione viene svelato in effetti al piano espositivo sottostante il monumento dell’Ara Pacis, dove si apre al visitatore uno scenario che coinvolge ed avvolge, tra luci ed ombre, bianco e nero – con l’eccezione di una luce rossa che viene emanata dagli affreschi che ricoprono due pareti del vano centrale, posto proprio in corrispondenza sotto al monumento dell’Ara Pacis – suono e silenzio. Qui infatti Brian Eno crea un ambiente musicale senza parole, senza melodia, senza ritmo e che non suona mai due volte nello stesso modo.Sculture, affreschi, incisioni e altri gesti artistici di Mimmo Paladino. Suoni e musiche inediti composti da Brian Eno appositamente per questa occasione, diffusi nell’ambiente per mezzo di radio portatili e griglie di altoparlanti progettate dal musicista stesso.La musica e i suoni di Brian Eno, lungi dal rappresentare la colonna sonora per l’installazione di Paladino, sono invece un’entità indipendente da loro, ma allo stesso tempo strettamente connessa. Diversamente dalle composizioni classiche, dove tutti i suoni sono organizzati tra loro in uno schema preciso, Eno lavora su livelli musicali in movimento nello spazio indipendentemente gli uni dagli altri.
Degno di nota è poi il catalogo che accompagna l’evento, edito da Gli Ori, con oltre 160 pagine tra testi critici e immagini. Un’importante e straordinaria sezione fotografica è stata realizzata da Ferdinando Scianna che ha seguito e documentato il backstage dell’allestimento della mostra, raccontando questa esperienza anche in un breve scritto. Tutti i testi sono in doppia lingua (italiano/inglese). I saggi critici sono Ara Artis di Achille Bonito Oliva e Paladino/Eno all’Ara Pacis di James Putnam.

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