Palazzo Reale: Canova Alla Corte Degli Zar

La mostra ripercorre gli sviluppi dell’arte statuaria in Italia nel corso della prima metà dell’Ottocento, uno dei momenti più alti della sua storia. L’esposizione infatti si propone di ricostruire, attraverso gli acquisti più importanti, le tappe di un’affascinante avventura collezionistica, ma anche di evocare, attraverso una serie di grandi opere molte delle quali ritornate per la prima volta nella loro terra d’origine, le vicende della scultura in Italia, in particolare a Roma, dopo la svolta determinata dall’affermazione di Canova che per decenni venne considerato il maggior artista del mondo occidentale.La presenza di ben sette opere di Canova, tra cui quattro capolavori assoluti come Le Grazie, la Danzatrice con le mani sui fianchi, l’Amorino alato e la Maddalena penitente, e di altrettanti capolavori, tra cui alcuni inediti, come Le Ore Danzanti di Finelli, la Flora e la Psiche svenuta di Tenerani, l’Amore che abbevera le colombe di Bienaimé, la Ninfa dello scorpione di Bartolini, il Bacchino malato di Dupré – che verrà per la prima volta confrontato con il famoso Bacchino (noto anche come l’Ammostatore) di Bartolini – rende questa mostra un evento speciale.L’esposizione, curata da Sergeij Androsov e Fernando Mazzocca, renderà possibile scoprire il gusto degli zar, in particolare quello di Nicola I, più di tutti legato all’Italia come dimostra il viaggio intrapreso nel 1845 tra Roma, Firenze, Venezia e Bologna, città nelle quali acquistò opere importanti, privilegiando appunto la scultura che potè conoscere direttamente visitando gli studi dei maestri protagonisti di questa mostra.

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