Palazzo Reale: Papetti ‘accompagna’ Monet

Come detto, l’installazione dell’artista milanese è formata da tre immensi "ambienti pittorici" di forma circolare (del diametro interno di 8 metri ciascuno), nei quali il visitatore potrà entrare, immergendosi fisicamente all’interno dello spazio pittorico e lasciandosi trasportare dalla forza espressiva del colore e del segno, quasi egli stesso diventasse parte integrante dei singoli dipinti.In questo modo la distanza tra fruitore e opera d’arte sembra quasi venire annullata, in un caleidoscopico gioco di specchi, di citazioni e di riferimenti incrociati, che permettono al visitatore di riallacciare, istintivamente, i fili interrotti tra la grande tradizione della pittura moderna europea – di cui la forza espressiva di Monet rappresenta uno dei momenti più alti – e la scuola delle avanguardie del primo e del secondo Novecento.In particolare, in rapporto ai molti tentativi di sperimentazione sul complesso rapporto tra opera d’arte e spazio abitabile, tra paesaggio esterno e paesaggio interiore (dagli ambienti spaziali di Fontana, alle espressioni di Land Art, fino ai labirinti di Richard Serra), questo nuovo lavoro dell’artista milanese si configura in qualche modo – pur utilizzando i mezzi propri della migliore tradizione pittorica – come un’ideale rivisitazione.Le tre grandi opere esposte, alle quali Alessandro Papetti ha lavorato per oltre un anno, sono esposte all’interno di una grande tensostruttura (realizzando, così, una vecchia idea a cui l’artista pensava da una decina d’anni) e affrontano tre tematiche differenti: l’acqua, l’aria, il bosco.

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