Papa Francesco in visita a Lampedusa

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Lo ha fatto nella giornata di lunedì 8 luglio, depositando in mare una corona di fiori a ricordo delle numerose vittime dei viaggi della speranza. Per espressa volontà del pontefice la cerimonia si è svolta in maniera sobria, senza eccessi, in modo che la vita della popolazione dell’isola non risultasse eccessivamente stravolta dalla sua presenza. Tuttavia ad accogliere il suo saluto vi era una nutrita folla di fedeli, circa 10.000 persone che hanno emozionato il papa.

Bergoglio è arrivato a Punta Favaloro dove ha incontrato alcuni migranti, ai quali ha parlato con un linguaggio semplice e diretto, come quello al quale sta abituando il mondo intero. Ha infuso loro coraggio e chiesto di pregare per quanti non erano lì perché vittime di un viaggio per mare che spesso causa la morte. Nel corso della celebrazione della Santa Messa, nello stadio di Lampedusa, papa Francesco ha mandato un forte monito contro la “globalizzazione dell’indifferenza”, un fenomeno che attanaglia la nostra società, incapace di affrontare un problema vasto come quello dell’immigrazione: le stime delle vittime dei viaggi della speranza contano attualmente circa 25.000 persone. Di fronte a tali emergenze, il rischio, afferma papa Francesco, è di rimanere disorientati, incapaci di attuare le misure più idonee a scongiurare la morte di questi disperati.

Per tal ragione la sua omelia è partita da Adamo e Caino: è sulla base del trattamento riservato ai più bisognosi che Dio giudica, ha detto il papa. Il compito dei cristiani è pertanto quello di custodirsi gli uni gli altri, in modo da scongiurare tragedie come quelle che hanno recentemente interessato quella terra. La visita all’isola di Lampedusa quindi, risponde proprio al desiderio del pontefice di mostrare la vicinanza della Chiesa al tema dell’immigrazione, e alle conseguenze a volte funeste che questo fenomeno porta con sé. Un intervento deciso, che si muove nella direzione della tolleranza e dell’integrazione, specialmente dei “fratelli musulmani”. A loro il pontefice ha riservato parole di conforto, assicurando l’impegno della Chiesa nella creazione delle condizioni che possano garantire agli immigrati musulmani una vita dignitosa.

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