Paul Klee: La collezione Berggruen a Roma

Olivier Berggruen è anche curatore associato dello Schirn Kunsthalle di Francoforte. A distinguere l’esposizione romana sarà il buio delle sale, una soluzione adottata per dare ancora miglior risalto alla portata delle opere di Klee. "Paul Klee – La collezione Berggruen" propone un viaggio attraverso le opere più importanti di uno dei pittori più amati del XX secolo. Nato in Svizzera, ha studiato a Monaco di Baviera e viaggiato in Italia prima di ritornare a Berna (nel 1902) dove trascorse un lungo periodo di isolamento, studiando il lavoro di Kandinsky ed i suoi amici di Der Blaue Reiter cosi come i cubisti e Delaunay."È a seguito di un viaggio in Tunisia nel 1914 – spiega Olivier Berggruen – che cominciò a sviluppare uno suo stile proprio di forme astratte e rappresentazione simbolica. Nelle parole di Sabine Rewald (curatore del Metropolitan Museum, New York), “voltando le spalle alla natura, ricavava i suoi soggetti dalla propria immaginazione, dalle sue reazioni al mondo che lo circondava, esperienze del passato intorno a lui, poesia, musica e cose botaniche e scientifiche – in sintesi, un mondo di fantasia, pieno d’ironia, bizzarria, e humor birichino tuttavia intrecciato, soprattutto verso la fine della sua vita, con la melanconia".Nel 1920 fu invitato ad unirsi ai docenti del Bauhaus, la scuola d’arte rivoluzionaria in Weimar. Così cominciò la decade più prolifica della sua carriera, producendo principalmente acquarelli e disegni piccoli ma squisiti. Non sorprende che una parte dei dipinti eseguiti durante gli anni al Bauhaus si riferiscono agli argomenti dei suoi corsi. La sua preoccupazione con l’interazione dei colori portò ai così detti dipinti a gradazione di colore, impregnati con un movimento andante dal chiaro allo scuro o dal primo piano allo sfondo. Altri lavori sono, contrariamente, più spiritosi, bizzarri o musicali. Nel 1931 lasciò il Bauhaus e ritornò in Svizzera con l’arrivo del regime nazista. Negli ultimi anni della sua vita, gracile ed ammalato, creò un vasto numero di gouaches e disegni illutsranti figure liriche, evanescenti, immaginarie, spesso rappresentanti angeli.Per quel che riguarda Heinz Berggruen, ricordiamo che sta collezionando l’opera di Klee dalla metà degli anni 40. Nel 1973, ha donato 13 lavori di Klee al Musée National d’Art Moderne de Paris (oggi Centre George Pompidou), e in seguito 90 opere al Metropolitan Msueum of Art di New York. Un gruppo significativo di opere è anche presente nella collezione del Museo Berggruen di Berlino, museo fondato nel 1996 sotto nell’ambito dello Stiftung Preussischer Kulturbesitz (Soprintendenza del Polo Museale di Berlino). Come omaggio ad una carriera così strettamente associata al lavoro di Klee, l’attuale mostra riunirà lavori dai 3 musei sopra citati così come dalla collezione privata di Heinz Berggruen. Tutti i periodi e supporti sarranno rappresentati in mostra, con particolare enfasi agli anni Bauhaus.

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