Pecorino ‘doc’ alleato della salute

Lo studio sul latte di pecora ed i suoi sui derivati è stato condotto dal professor Mauro Antongiovanni, ordinario di Nutrizione e Alimentazione Animale al Dipartimento di Scienze Zootecniche
dell’Università di Firenze. Un’importante ricerca che il 27 luglio prossimo verrà illustrata a Cincinnati (Usa), nel corso del congresso mondiale di Scienze Animali e Scienze del Latte. Il professor Antongiovanni e la sua equipe hanno infatti dimostrato che in pecore alimentate con erba fresca, il grasso presente nel latte registra un minor contenuto di acidi miristico e palmitico, ritenuti dannosi per l’organismo
umano. Contemporaneamente si riscontra una maggiore quantità di acidi butirrico e linolenico coniugato (CLA), capaci invece di un’azione benefica. L’importanza di tale scoperta risiede nel fatto che gran parte degli allevatori oggi utilizza foraggio conservato, più facilmente reperibile, ma privo delle qualità presenti nell’erba appena tagliata. Per Antongiovanni basterebbe quindi cambiare la dieta delle pecore per ottenere ottimi risultati nella prevenzione di alcune gravi malattie. La scoperta può rivelarsi estremamente interessante soprattutto nei paesi dove c’è un consumo elevato di latte di pecora e dei suoi derivati, ad esempio in regioni italiane come Toscana, Lazio, Sardegna e nazioni come la Grecia e, almeno in parte, Spagna e Portogallo. Lo stesso Mauro Antongiovanni ha spiegato che per trarre benefici dall’alimento basta solo un “ritorno alla natura, al pascolo degli
animali”.

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