Pedalota, l’Adriatico in pedalò

A bordo del loro pedalò, un “attrezzo” a metà tra una bicicletta e un’imbarcazione, Sabrina e Manuel sfideranno le insidie dei mari, spingendo al limite il fisico e la resistenza di un mezzo pensato per divertirsi a pochi metri dal bagnasciuga.

Per onor di cronaca è doveroso però dire che i due atleti si avvarranno di un mezzo dotato di tutti i comfort necessari all’impresa, così come di una barca d’appoggio che li seguirà passo dopo passo. Una misura di sicurezza necessaria, ma anch’essa portatrice di insidie. Insieme al medico e a una troupe televisiva, a bordo dell’imbarcazione ci saranno infatti il papà (lo skipper) e la mamma di Sabrina e Manuel… pronti a tifare, ma anche a redarguire i nostri prodi.

Ma come nasce un’impresa così divertente e originale? L’idea della Pedalota è nata assolutamente per gioco, da una battuta fatta – forse con troppa leggerezza – circa tre anni fa. Rimasta nel cassetto per qualche tempo, l’idea si è materializzata a settembre 2007, quando l’organizzazione si è messa in moto.

Ecco allora la sfida della Pedalota: una traversata di circa 70 miglia (130 km) da svolgersi in totale autosufficienza. Sabrina e Manuel mangeranno e dormiranno a bordo del pedalò portando con sé tutto l’occorrente: 50 litri d’acqua, barrette energetiche e qualche lattina di Redbull per i momenti più difficili, sacco a pelo, un po’ di tecnologia per rimanere sempre in contatto con la terra ferma e due salvagenti. Come accennato, il mezzo è un normalissimo pedalò “da villeggiatura” con alcune modifiche – tendaletto per il sole, ringhiere ed elastici per fissare il materiale – che consentiranno di vivere a bordo per ben 4 giorni.

Maggiori informazioni sulla Pedalota e sui due protagonisti, Sabrina e Manuel Sicura, sono disponibili sul sito .

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