Per San Valentino niente profumi

Gli ftalati sono usati nei cosmetici come solventi e come denaturanti dell’alcool, mentre i muschi sintetici sono utilizzati al posto del muschio naturale. La legislazione vigente non disciplina adeguatamente l’esposizione umana a queste sostanze: in Italia, fra l’altro, l’utilizzo di questi composti è imposto per legge nella denaturazione dell’alcool etilico destinato alla fabbricazione delle profumerie e dei prodotti cosmetici. “A San Valentino vogliamo mostrare il nostro amore per il partner e non esporlo a sostanze chimiche pericolose. I profumi dovrebbero essere un piacere, non un modo per entrare in contatto con sostanze che si accumulano nei nostri corpi” afferma Vittoria Polidori, campagna inquinamento di Greenpeace. Lunedì 14, a Bruxelles, Greenpeace consegnerà a tutti gli eurodeputati una copia del rapporto ed una cartolina di San Valentino: per partecipare alla “cyberazione” è sufficiente andare su www.greenpeace.it/inquinamento/profumi. Le sostanze sarebbero presenti in alcuni dei profumi attualmente più venduti e non fanno eccezione i grandi marchi del settore. La presenza di queste sostanze compare poi raramente sulle confezioni dei profumi e degli altri articoli di consumo che li contengono, dunque il consumatore non può decidere di evitarli. “Nonostante vi siano aziende che stanno attuando misure volontarie per la riduzione dei composti pericolosi nei loro prodotti ad uso quotidiano, è necessario che vi sia un obbligo normativo a riguardo. Il regolamento sulla chimica ora in discussione a livello europeo, noto come REACH (Registration, Evaluation, Authorisation of CHemicals) potrebbe rappresentare il giusto strumento politico, anche se la proposta sta subendo una forte azione di lobby da parte dell’industria chimica e del governo statunitense. L’attuale bozza, però, non è sufficiente per proteggere l’uomo e l’ambiente dall’inquinamento chimico: è necessario, infatti, introdurre l’obbligo di sostituzione di quei composti pericolosi quando esistono alternative più sicure” afferma Polidori. “Nei profumi, per esempio, l’esposizione è spesso ripetuta anche più volte al giorno, al mese, all’anno e può essere amplificata dalla presenza di composti indesiderati presenti in altri prodotti di largo consumo che abbiamo testato, come vestiti, prodotti elettronici, scarpe da ginnastica e giocattoli” afferma Polidori. A questo link è possibile leggere il rapporto in italiano sui profumi (Pdf).

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