Pericolo Cernobyl, vent’anni dopo

E’ quanto sostiene Legambiente, che dall’Ucraina lancia l’ennesimo allarme: "Subito il nuovo sarcofago o sarà una catastrofe annunciata". Lo stato della costruzione, denuncia l’associazione, è a rischio crollo, con 100mq di nuove crepe che permettono l’infiltrazione di 2200mc di acque piovane ogni anno. "La parete ovest del sarcofago – spiega Francesco Ferrante, direttore generale di Legambiente – è inclinata di 60 cm, il tetto pericolante e sul lato sud c’è un’enorme falla. Cernobyl sembrerebbe essere stata cancellata dalla lista delle emergenze globali". Come descrive Angelo Gentili, sempre di Legambiente, se la struttura dovesse cedere, la catastrofe assumerebbe dimensioni ben più gravi rispetto a quanto accaduto nel 1986. Gentili, responsabile del Progetto Cernobyl, sottolinea che "la comunità internazionale si ricorda di Cernobyl solo il 26 aprile. Ai proclami di Lukashenko (ripopolare tutte le zone bielorusse tutt’ora contaminate) e Yuschenko (la costruzione del nuovo sarcofago entro l’estate 2006) si contrappone la drammatica situazione dei 7 milioni di persone che ancora abitano in zone contaminate. Di queste, un milione e 200mila si trovano nei 150.000 kmq di territorio altamente radioattivo".

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