Pesce spada: il WWF ci trova il DDT

Per la prima volta, inoltre, è stata accertata la presenza di ritardanti di fiamma bromurati (19 tipi di PBDE). Tutte le sostanze esaminate hanno comunque mostrato la caratteristica di degradarsi molto lentamente e di legarsi alla materia organica (ai tessuti grassi in particolare), accumulandosi nelle catene alimentari fino ai grandi predatori marini, come il pesce spada.Michele Candotti, Segretario generale del WWF Italia, ha dichiarato: "Tutti gli inquinanti chimici trovati nel pesce spada sono presenti negli oggetti e arredi più comuni delle nostre case, nei computer, nei televisori, nei tappeti, nelle tende. E questo ci dà l’immediata percezione di quanto grave e facile sia la possibilità di contaminazione; nei campioni analizzati, per esempio, ci sono tracce di DDT, il che la dice lunga sulla persistenza di una sostanza bandita da oltre 30 anni. Alla fine della campagna DETOX che conduciamo da 2 anni, invitiamo il Parlamento europeo – che si esprimerà in autunno su REACH (Registrazione, Valutazione e Autorizzazione delle sostanze chimiche) a votare un regolamento che riduca drasticamente l’esposizione alle sostanze chimiche dannose". Per Eva Alessi, consulente scientifico del WWF Italia, il caso del pesce spada indica come "flora e fauna in questa regione sono sottoposte ormai ad uno stress chimico".

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