Pochi soldi, gli studenti rinunciano ai viaggi

La prima voce di spesa ad essere tagliata è, infatti, rappresentata dai viaggi fuori dall’Italia. Ben il 40% dei giovani decide di farne a meno per far quadrare il proprio bilancio. Seguono le uscite infrasettimanali: il 25% degli universitari è disposto a rinunciare al pub, al cinema e ai concerti nei giorni feriali.Intoccabili, invece, le griffe, sia per quanto riguarda i vestiti che per i cibi. Il 10% degli intervistati è disposto a rinunciare all’acquisto di abiti firmati e solo il 5% fa a meno di alimenti (pasta, sughi, verdure "pronte" e precotti) di marca.Ma a quanto ammonta e da dove proviene il reddito degli studenti? Al Nord il 60% (di cui il 60% sono uomini e il 40% donne) studia e lavora, ricevendo una "paghetta" integrativa da parte dei genitori di 300 euro mensili. Il restante 40% (di cui 35% uomini e 65% donne), invece, si dedica allo studio a tempo pieno, chiedendo alla famiglia 600 euro al mese.Divisi a metà, invece, gli studenti del Centro Italia. Se il 55% (di cui 55% uomini e 45% donne) studia a tempo pieno, ricevendo un assegno mensile di 800 euro da parte dei genitori, il restante 45% (58% di uomini e 42% di donne) decide di abbinare all’università un lavoro part-time, limitando a 500 euro la richiesta di aiuto mensile rivolta ai genitori.I più pretenziosi sono gli studenti del Sud. Ben il 72% (equamente diviso tra uomini e donne) non lavora e arriva a chiedere alla propria famiglia uno "stipendio" di circa 1.000 euro, probabilmente per rispondere alla necessità di studiare al di fuori dalla propria città di origine. Il restante 28% (di cui 75% uomini e 25% donne) sceglie, invece, di accompagnare allo studio, un’attività lavorativa, con un aiuto familiare di 700 euro.

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