podCasting, metti in Rete la tua radio

Il “podCasting” sta diventando una vera moda, soprattutto nel Regno Unito, dove ha conquistato la definizione di “radio fai-da-te”. Nato dalla fusione dei termini “iPod” e “broadcasting”, il “podCasting” compare per la prima volta verso sul Weblog di Doc Searls in un articolo pubblicato alla fine di settembre e dal titolo “DIY Radio with PODcasting”. Nasce così un movimento che si diffonde a macchia di leopardo e che trova il suo pioniere nel veejay di Mtv, Adam Curry. Non si tratta di un processo tecnologicamente innovativo o complicato, ma di un feed RSS dotato di enclosure e un client che a intervalli regolari scarica il feed e ne ricava i puntatori ai nuovi brani audio pubblicati. Termini forse incomprensibili ai meno esperti, ma che aggiungono solo una nuova modalità di utilizzo alle tecniche già molto diffuse ed utilizzate in Internet. Le novità risiedono infatti nel meccanismo che compie in modo automatico le fasi di download dei contenuti più recenti e nella facoltà di disporre di un proprio palinsesto personalizzabile. Si tratta quindi di un evoluzione dello streaming audio e video, un passo in avanti che si attendeva da tempo, con lo sviluppo di connessioni veloci come l’ADSL. Allora ecco spuntare come funghi i primi siti che offrono la possibilità di usufruire del “podCasting”, rintracciabili attraverso servizi come iPodder.org, una directory contenente i Podcast divisi per argomento e provenienza, e audio.weblogs.com, un raccoglitore sempre aggiornato sugli ultimi contenuti pubblicati. Girando per la Rete, immaginandola come la manopolina di una radio, si possono trovare canzoni calcistiche in “Soccertunes”, o colonne sonore dei film in “Cinema Minima”, fino ad arrivare al primo sito Podcast italiano: Qix.it. Amanti dei Blog, e non, siete avvisati: sta nascendo una nuova frontiera di Internet.

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