Presentism: Brian Eno icona futurista

Se i futuristi miravano a creare un contesto emotivo, tenendosi alla larga dalla tomba in cui l’astrazione aveva spinto la musica accademica, Brian Eno è stato il primo a concepire la musica per spazi non convenzionali, "immergendo" l’ascoltatore in un contesto specifico al tempo stesso mantenendo uno stretto legame tra la mente, il corpo e gli strumenti offerti dalla sfera tecnica.In "Presentism", Eno mostra criticamente il futuro del futurismo, chiamando in causa le categorie della conoscenza: della storia e della scienza. Dimostra la relatività spaziale e temporale nell’universo del suono che ci circonda, ponendo un quesito circa il senso del presente, tra spazio e tempo. Incrociando e scomponendo i fasci di luce che attraversano l’esperienza globale dell’uomo, "Presentism" si pone come compimento delle profezie futuriste.

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