Presto l’addio ai brutti ricordi

Attraverso un test eseguito sulle cavie da laboratorio, l’equipe coordinata dalla dottoressa Margaret Altemus ha infatti notato che il farmaco impedisce agli animali di reagire con la paura al suono precedentemente associato alla paura stessa. Restano ancora da chiarire tutti i meccanismi coinvolti nella "mancata" reazione, ma a quanto pare, il Propranololo (Inderal) sembra proprio bloccare i neurotrasmettitori legati ad eventi traumatici. Tale scoperta potrebbe così rivelarsi assai utile nel caso di pazienti che soffrono di stress post-traumatico, anche detto PTSD, un disturbo che riguarda oltre il 30% dei soggetti che hanno avuto a che fare con esperienze traumatiche. Mentre i primi risultati sembrano confermare l’efficacia del Propranololo anche sui ricordi umani, c’è già chi si interroga sugli eventuali scenari futuri che accompagneranno a tale scoperta. Se l’impiego a fini terapeutici potrebbe infatti rivelarsi molto utile, al contrario, l’impiego per scopi militari o "commerciali", potrebbe invece costituire una problematica di tipo etico. Spesso il ricordo di un’esperienza negativa può infatti rivelarsi come il giusto deterrente per non ricadere nello stesso errore. Come sovente avviene con le nuove scoperte, il futuro successo della ricerca è affidato alla coscienza umana.

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