Primo caso di condanna per la titolare di un blog

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Il titolare di un blog, sia ben chiaro, è sempre responsabile dei contenuti che appaiono sul proprio sito compresi anche quelli che vengono inseriti dai lettori specialmente se si tratta di insulti.

Il giudice ha così motivato la condanna: “ La disponibilità dell’amministrazione del sito internet rende l’imputata responsabile di tutti i contenuti, sia quelli inseriti da lei stessa sia quelli degli utenti; è indifferente da questo punto di vista l’inesistenza di un filtro. In tal caso i contenuti lesivi dell’altrui onorabilità devono ritenersi genericamente approvati dal dominus. L’episodio in questione è frutto di una sottovalutazione delle condotte in rete, di una diseducazione di cui l’imputata è vittima in un contesto sociale di falsamente proclamata liceità di qualsiasi lesione dell’altrui personalità”.

Tutto questo è avvenuto in seguito ad una polemica dove è stata protagonista la presidente della Camera Laura Boldrini che qualche mese fa fu vittima di messaggi minacciosi  via web con alcuni fotomontaggi dove la ritraevano in pose osé.

La ventunenne titolare del blog è stata condannata mentre gli autori anonimi dei commenti offensivi incriminati sono per ora rimasti impuniti ma questa rivoluzione su internet ha dei precedenti per una condanna di risarcimento di 15.ooo euro imposta dal Tribunale di Monza nel marzo 2010 ad un marito per aver diffamato la sua ex moglie utilizzando Facebook e scrivendo sulla bacheca della donna messaggi che, secondo i giudici, andavano a ledere la reputazione della ex moglie.

Il web non è un mondo libero dove tutto è permesso ma bisogna prestare attenzione a ciò che si scrive per evitare spiacevoli sorprese che si possono anche tradurre in situazioni ben peggiori, ad esempio, denunce come i casi sopracitati.

 

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