Principio attivo: Federfarma dice sì

La federazione che riunisce i titolari di farmacia italiani ha infatti dichiarato che tale decisione permetterebbe al farmacista di consegnare il medicinale indicato, ma meno costoso. Si tratta peraltro di una prassi in uso in altre nazioni europee come Gran Bretagna, Germania, Olanda, Paesi scandinavi, Portogallo, Spagna e nella Regione autonoma dell’Andalusia. In questi paesi, il farmacista che è un operatore sanitario laureato e specializzato, è investito di maggiori poteri, mentre in Italia, sottolinea Federfarma: “il Presidente nazionale dell’Ordine dei Medici, Del Barone, ritiene che se i medici prescrivessero solo il principio attivo anziché il nome commerciale ciò significherebbe ‘consegnarci mani e piedi al farmacista o al suo garzone’.” Una dichiarazione che non ha mancato di suscitare le forti reazioni dei farmacisti che sostengono la professionalità della propria categoria e ricordano che “tutti i medicinali in commercio sono registrati e controllati dal Ministero della salute e, se hanno la stessa composizione, sono del tutto sovrapponibili.” Federfarma confida poi nella fiducia che i cittadini ripongono nella categoria, dimostrata anche dagli ottimi risultati ottenuti con l’impegno dei farmacisti nella questione latte in polvere. “In tre mesi – sottolinea Federfarma – le famiglie italiane hanno acquistato 228.000 confezioni di latte artificiale per neonati “Neolatte”, importato dalla Germania e distribuito nelle farmacie a un prezzo finalmente europeo. Hanno così risparmiato 3 milioni e 420 mila euro (6 miliardi 621 milioni di vecchie lire). In un anno il risparmio sarà di oltre 10 milioni di euro, pari a 20 miliardi di lire.”

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