Problema Obesità: un decalogo da Confida

Dieci regole alle quali Confida ha deciso di associare la massima apertura verso le nuove iniziative e le collaborazioni con le Istituzioni nazionali ed internazionali. Perchè questa decisione? La scelta di Confida arriva dopo che, la scorsa estate, era stata ventilata l’ipotesi di eliminare i distributori automatici nelle scuole per combattere il problema dell’obesità infantile. E’ la stessa Associazione ad evidenziare come tale decisione avrebbe ricalcato ciò che "è già avvenuto senza successo in altri paesi". "Unico risultato ad oggi – rivela Confida – è il proliferare di chioschi e di ambulanti che vendono prodotti alimentari molto meno garantiti e sicuri per il consumo infantile". Ribadendo che il problema dell’obesità ha una natura multifattoriale e che non dipende solo dall’eccesso di consumi calorici, l’organizzazione dei gestori della distribuzione automatica evidenzia come ad influire sia un gap sempre più ampio tra calorie introdotte ed energia spesa con l’attività fisica. "Non si può agire solo su una di queste due leve se si vuole educare a sani e corretti stili di vita – afferma Augusto Garulli, Presidente di Confida – Le istituzioni e tutti gli attori interistituzionali hanno il dovere di trovare delle alternative alla sempre più diffusa video-dipendenza di giovani ed adulti, un problema che sta diventando davvero di natura sociale nelle economie a maggior grado di industrializzazione. L’impegno deve essere di tutti e a tutti i livelli". Per questo motivo, Confida propone la stesura di un piano organico di educazione verso un corretto stile di vita, con "impegni seri da assumere insieme con aziende, scuole, famiglie e istituzioni". Contro la demonizzazione dei distributori automatici e per confermare il proprio appoggio alla sensibilizzazione verso l’adozione di stili di vita più salutari, ecco, in sintesi, il decalogo di Confida su "I 10 nodi da sciogliere per fare chiarezza nell’interesse del cittadino": L’obesità è un problema multifattoriale; Nessun alimento è dannoso; Una dieta variata è alla base di un corretto stile di vita; La risposta deve essere un’ampia gamma di alimenti; La qualità alimentare va certificata e non improvvisata; Nelle scuole elementari e medie inferiori italiane non ci sono distributori automatici a libera disposizione dei bambini; Cibi confezionati come garanzia di controlli; Cibi monoporzione come educazione alle giuste quantità; Gli alimenti da inserire nei distributori vanno concordati; Il distributore come veicolo di comunicazione capillarmente diffuso.

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