Prodotti tipici? Disposti a pagare di più

Lo studio, intitolato "Prodotti tipici, percezioni di qualità lungo la filiera e possibilità di sviluppo nel mercato", è stato commissionato dalla Regione Toscana e, in collaborazione con l’Arsia, Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l’Innovazione nel Settore Agricolo-forestale, affidato alle Università di Firenze e di Pisa. Quelli della qualità e della tipicità sono infatti temi centrali in una regione come la Toscana. Lo dimostrano i numeri, che registrano ben 19 prodotti certificati dall’Ue con i marchi Dop e Igp (e altri 23 sono in fase di riconoscimento), 40 marchi di origine del vino, 451 prodotti censiti come tradizionali, 1523 aziende biologiche (con altre 737 aziende in fase di conversione) e 620 razze e varietà locali inserite nei repertori regionali. Con questa ricerca, i concetti di qualità e tipicità sembrano quindi sempre più decisivi nell’indirizzare le scelte dei consumatori. "Questo è indubbiamente un grosso vantaggio per una regione come la nostra che da anni si muove in questa direzione – ha sottolineato Susanna Cenni, assessore regionale all’agricoltura e foreste – basti pensare alle denominazioni di origine e al marchio Agriqualità, al biologico in costante crescita, al numero elevatissimo di presidi slow food e di prodotti tipici censiti". Come evidenziato da Maria Grazia Mammuccini, Amministratore Arsia, la ricerca dimostra come il consumatore sia disposto a pagare di più non solo in funzione del gusto ma anche per ragioni etiche di rispetto effettivo dei valori che rappresentano il territorio di origine. Gli italiani hanno quindi consapevolezza delle caratteristiche di territorialità, tradizione e certificazione dei prodotti tipici e la possibilità di degustare e acquistare i prodotti sul posto non è una motivazione secondaria delle loro scelte turistiche. Insomma, la crescita registrata negli ultimi anni sia nella domanda di prodotti tipici sia nell’offerta sembra costituire l’opportunità per la creazione di un vero e proprio "sistema" del tipico che sia capace di promuovere, nel caso della Toscana, un’immagine della Regione come terra di produzioni tipiche che sia coerente con le caratteristiche delle produzioni offerte.

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