Prurito: grattarsi è un piacere sempre nuovo

Secondo Yosipovitch, infatti, con questo semplice gesto è possibile non solo "spegnere" le aree del cervello che controllano emozioni e ricordi negativi, ma, in quanto atto compulsivo, anche attivare la corteccia prefrontale.Lo studio, che ha preso in esame il comportamento di 13 volontari, ha inoltre evidenziato che ad una maggiore soddisfazione derivante dal grattarsi corrisponde una più elevata riduzione dell’attività della corteccia cingolata anteriore e posteriore, responsabile delle sensazioni negative. Lo studio di Gil Yosipovitch, associato alla recente notizia della scoperta del recettore all’origine del prurito, potrebbe ora aprire la strada a nuove ricerche.

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