Pubblicità hard? Arrivano le maxi multe

La precisazione arriva in seguito ad un provvedimento della Suprema Corte che di fatto equipara gli spot hard a veri e propri programmi pornografici. La vicenda presa in esame vedeva come protagonisti la stessa Authority per le comunicazioni e un noto canale televisivo privato. Oltre dieci anni fa, senza prima inviare una diffida, venne infatti comminata una multa di circa 10 mila euro ad una rete colpevole di aver utilizzato immagini pornografiche per promuovere una linea erotica.

Ammenda che, nel 2002, fu però annullata dal Tribunale di Milano, sostenendo che l’Authority non doveva applicare per uno spot la norma che vieta la messa in onda di programmi che contengano scene di violenza o pornografiche. Questa avrebbe infatti dovuto prima procedere con una diffida e poi, solo in caso di inosservanza, con la multa.

Oggi la sentenza è stata nuovamente ribaltata con un provvedimento, quello della Cassazione, che non lascia margine a future interpretazioni delle norme vigenti e che di fatto vuole mettere fine alla diffusione sul piccolo schermo di video considerati indecenti e scandalosi.

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