Radio: fedeltà digitale.

Addio quindi a fruscii, a interferenze e a quelle stazioni che sembrano sfuggire al controllo del pur recente sistema Rds. Dopo il digitale tv lanciato in Italia prima con il segnale satellitare, poi con il terrestre, ora è la volta delle radio digitali che garantiranno un’alta fedeltà del suono ed una vasta scelta di stazioni. Tre tecnologie scandiranno il cambiamento a cui potremmo assistere nei prossimi anni: satellite, internet e Dab(digital audio broadcasting system). Per le radio satellitari si tratterà di un evoluzione del tutto simile a quella avvenuta per la tv digitale, basterà infatti iscriversi ad un servizio attraverso un abbonamento che offrirà un buquet di frequenze alle quali l’utente potrà collegarsi ricevendo un segnale di qualità e stabilità eccezionali. Questa tecnologia sembra essere davvero il futuro se si pensa che i titoli di Xm e Sirius, i principali provider Usa di questo servizio, hanno avuto nell’ultimo anno un incremento vertiginoso a Wall Street. Per quanto riguarda la trasmissione via Internet, oltre alla qualità, si puntà alla semplicità, ma soprattutto all’interattività. Un fenomeno non del tututto nuovo, che ricalca il successo delle radio libere di qualche tempo fa, sfruttando l’accessibilità mondiale della rete e delle sue consolidate forme di interazione quali chat, forum e posta elettronica. Tutti possono accedere a qualsiasi radio in ogni parte del mondo, ma soprattutto bastano pochi minuti per crearsi una radio propria. Anche questo fenomeno è in netta crescita, come conferma uno studio svolto in America, il quale afferma che dal 2000 gli ascoltatori internet sono cresciuti del 240%. L’ultima nata e dedicata a chi viaggia è la radio Dab, presente anche in Italia, che garantisce piena compatibilità con le abituali autoradio Am/Fm e con le nuove digitali, offrendo un’elevata qualità del suono che si coniuga ad una stabilità del segnale neanche lontanamente paragonabile a quella delle vecchie tecnologie. Il Dab sembra avere potenzialità ancora infinite, tanto è vero che sono in corso ricerche per implementare questa tecnologia su cellulari e computer palmari. Nell’era della qualità anche la radio vuole la sua parte e lo sta facendo da protagonista, chissà se Marconi immaginava fino a che punto la sua creatura sarebbe cresciuta…

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