Rapporto svela le Truffe a tavola

Mentre la gran parte delle produzioni italiane è sicura, controllata e di alta qualità, c’è però da registrare che nell’ultimo anno sono state 4.474 le infrazioni penali accertate e ben 20.856 quelle amministrative contestate, 925 le strutture chiuse per motivi di salute pubblica e 360 quelle sequestrate. L’abuso della denominazione protetta da parte di prodotti comuni e l’uso illecito della denominazione, da parte di prodotti non certificati dagli organismi di controllo, sono le irregolarità più diffuse, ma non mancano i casi al limite del grottesco. Un esempio (2004), è quello di un pensionato trentino che, goloso di confetti, si è però ritrovato a succhiare un molare in porcellana (ovviamente non suo) trovato nella confezione, o quello della signora di Bologna intenta a preparare un risotto con un carciofo "speciale", che ha preso fuoco a contatto con il coltello a causa di un trattamento con fitofarmaci troppo ricchi di azoto. Si tratta di due casi che potrebbero far sorridere, ma a scorrere bene la lista ci si accorge che c’è da stare davvero poco allegri. Il progetto sulla sicurezza e qualità alimentare del Movimento Difesa del Cittadino (MDC), in collaborazione con Legambiente e con il contributo del Ministerodelle Attività Produttive, riporta infatti alcuni episodi da far accapponare la pelle. Si parte dal vino a base di fertilizzante e zucchero, il latte avariato e stabilizzato con acqua ossigenata e sale, i formaggi prodotti con farina di latte destinata all’alimentazione di animali, sino ai trecento chilogrammi di tonno "fresco" provenienti dall’Indonesia, sequestrati a La Spezia, con livelli di istamina dieci volte superiori a quelli consentiti. Francesco Ferrante, direttore generale di Legambiente, commenta così il rapporto 2005: "I risultati confermano l’alto livello di attenzione da parte degli enti preposti al controllo verso questo delicato settore. Con la sua grande espansione, l’agroalimentare attira evidentemente gli appetiti della criminalità che cerca di lucrare anche sulla salute delle persone che però, nel frattempo, sono diventate più attente ed esigenti, premiando, di fatto, quei prodotti di cui riconoscono la provenienza (possibilmente locale, tradizionale, di filiera corta), e la cura nella preparazione."

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