Re Giorgio III, pazzo per l’arsenico

Giorgio III, divenuto Re d’Inghilterra a soli 22 anni, si distinse per il suo sentimento patriottico e per i forti contrasti con la Francia rivoluzionaria e quella di Napoleone. Gli anni del regno di Giorgio III furono però contraddistinti da cenni di infermità mentale che, a più riprese, si manifestarono sino al ritiro definitivo dalla vita politica del 1811. Il nuovo studio dei ricercatori dell’Università del Kent, pubblicato sul prestigioso The Lancet, mette ora chiarezza su quella che gli storici tramandano come la "pazzia di Re Giorgio". A causare gli squilibri mentali e fisici di Re Giorgio III sarebbe infatti stato l’arsenico, presente in grande quantità nei capelli analizzati. Sempre i ricercatori hanno poi esaminato i diari dei medici di corte, per rintracciare la causa di tale "intossicazione". Lo studio ha così rivelato che Re Giorgio veniva spesso sottoposto a cure contro la nausea, con un preparato a base di antimonio, una sostanza che può essere contaminata con arsenico. Per Martin Warren, coordinatore dello studio, si tratta di un’ipotesi resa ancor più probabile dalle modalità d’estrazione dell’antimonio all’epoca di Re Giorgio III e "fornisce una spiegazione plausibile sia per la lunghezza che per la gravità delle sue crisi di follia". Sino ad oggi, "la pazzia di Re Giorgio" veniva infatti considerata di origine psichiatrica, anche se alcuni studiosi avevano avanzato l’ipotesi di attacchi di porfiria, patologia di origine metabolica.

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