Referendum 2005: ecco i quesiti

Nel dettaglio, il primo riguarda l’utilizzo di embrioni per la
cura di nuove malattie, il secondo l’utilizzo di più embrioni nella procreazione
assistita, il terzo la sfera dei diritti della donna nella procreazione
assistita e, l’ultimo, la fecondazione eterologa. In particolare, il secondo, il terzo e il quarto quesito del referendum, come spiegano
le sentenze di ammissibilità della Corte Costituzionale, mirano ad ampliare le possibilità di ricorso alla procreazione medicalmente
assistita e di revoca del consenso oltre il limite fissato dall’art. 6, comma 3, della
legge, nonché a permettere la produzione di embrioni in eccedenza rispetto a quelli necessari per un unico e contemporaneo
impianto. Se vincesse il sì, diventerebbe quindi possibile: l’accesso alla procreazione medicalmente assistita anche per finalità diverse dalla soluzione dei problemi riproduttivi derivanti dalla sterilità o infertilità; escludere dai principi che regolano
l’applicazione delle relative tecniche quello della gradualità; la revoca del consenso, da parte dei soggetti che vi accedono, anche dopo la fecondazione
dell’ovulo; fare interventi sull’embrione aventi finalità diagnostiche e terapeutiche anche diverse da quelle previste
dall’art. 13, comma 2, della legge; la creazione di un numero di embrioni superiore a quello necessario ad un unico e contemporaneo impianto e comunque superiore a tre; la crioconservazione degli embrioni in ogni caso in cui non risulti possibile il trasferimento degli embrioni stessi
nell’utero. Per quanto riguarda invece il primo quesito (utilizzo di embrioni per la cura di nuove malattie), la richiesta di abrogazione sottoposta a referendum mira ad ampliare la possibilità di ricerca clinica e sperimentale sugli embrioni con finalità terapeutiche e diagnostiche, sia attraverso la rimozione dei limiti di cui all’art. 13, comma 2, sia attraverso l’eliminazione dei divieti di clonazione mediante trasferimento di nucleo e di crioconservazione, in quanto procedure strumentali alle tecniche di utilizzo delle cellule staminali, fermo restando tuttavia il divieto di realizzare processi volti ad ottenere un essere umano identico, quanto al patrimonio genetico nucleare, ad un altro essere umano in vita o morto.

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