Renzo Arbore incorona Fiorello: lo showman più bravo, come Walter Chiari

Da “Alto gradimento” a “Quelli della notte”, fino a “Indietro tutta!”, solo per citare alcune delle trasmissioni cult di Renzo Arbore. Chi più dell’autore, musicista, attore e presentatore foggiano può dirci se un personaggio televisivo è più bravo degli altri? A questo devono avere pensato nella redazione del settimanale “Oggi” che, per il numero in edicola, pubblica un’intervista a Renzo Arbore sulla portata del fenomeno Fiorello.

A poco più di una settimana dall’ultima puntata record de “Il più grande spettacolo dopo il weekend”, Renzo Arbore propone una riflessione: “Ho sentito dire in questi giorni che Fiorello è l’uomo di spettacolo più completo che abbiamo mai avuto e devo dire che sono d’accordo. Se mi guardo indietro per cercare un paragone mi viene in mente solo Walter Chiari, un artista che ha avuto meno possibilità di Fiorello di dare voce alla sua arte ma che avrebbe potuto essere eccezionale”.

Quali sono le origini del talento e del successo di Fiorello? Renzo Arbore, a tal proposito, non ha dubbi: “La cifra di Fiorello è la parola e l’ossequio al potere della parola te la insegna soltanto la radio. In radio devi intrattenere, divertire e informare soltanto usando la voce e dunque apprendi il ritmo perché basta una pausa più lunga e crolla l’attenzione. In radio impari anche a parlare sempre con una certa baldanza perché solo di notte un deejay può usare una voce normale, calma. E poi acquisisci il gusto della battuta rapida, un tesoro enorme che in tv rende tantissimo”.

L’Italia è piena zeppa di deejay e una carriera radiofonica, seppur brillante, non può giustificare da sola un successo tanto clamoroso anche in TV. Si tratta di un’osservazione che fa lo stesso Renzo Arbore, aggiungendo: “Ci vuole fiuto e una grande sensibilità per cogliere nell’aria i cambiamenti della società, per saperli stigmatizzare col sorriso e per saperli interpretare. La cosa che più mi ha colpito nello spettacolo di Fiorello è che usa un’ironia pro, mai contro”.

“Per far ridere non demolisce il politico o la politica, non bacchetta la società o ne parla male – conclude Renzo Arbore a proposito di Fiorello -. Per sorridere usa la via bonaria, sottolinea con umorismo le debolezze o le caratteristiche spiritose delle situazioni. E poi ho trovato azzeccata la scelta di usare un ‘contenitore’ tradizionale, e cioè il varietà più classico, per rivolgersi ai giovani”.

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