Rifiuti, da problema a fonte di energia

La crescita della produzione di rifiuti urbani è un problema comune a tutti i paesi industrializzati, ma con connotati più gravi per l’Italia , come testimonia la drammatica cronaca degli ultimi giorni. Il nostro è fra i paesi più arretrati in quanto destina ancora gran parte dei propri rifiuti, oltre il 60%, a discarica, contro un valore medio europeo del 38%. In Italia è ancora poco diffuso il riciclaggio e il recupero energetico dei termovalorizzatori.

In questo contesto, il vantaggio del CDR-Q è nel suo possibile impiego nella co-combustione in centrali elettriche o nei cementifici, evitando la realizzazione di nuovi impianti di combustione. Il CDR-Q contiene infatti circa il 50% di biomassa non vergine "non vergine" (la biomassa "vergine" è ad esempio quella ottenuta dal legno di foreste esistenti). Solo in Italia, le potenzialità di suo consumo sono di 3,7 milioni di tonnellate, permettendo l’impiego di circa 8 milioni di tonnellate di rifiuti urbani.

Tra i benefici economici e ambientali ottenibili dall’impiego di CDR-Q nei cementifici e nelle centrali elettriche Nomisma Energia elenca la riduzione delle emissioni di CO2 e l’aumento della produzione di elettricità da fonti rinnovabili per 2,7 TWh all’anno. Complessivamente, la valutazione economica di tali benefici indica una cifra di ben 650 milioni di euro all’anno.

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