Riforma della Rai: ecco le Linee Guida

Nel documento si legge inoltre come la Rai debba far leva sulla sua grande tradizione, seconda in Europa solo alla Bbc, sfruttando capacità professionali non comuni, il perdurante primato negli ascolti, un patrimonio consistente e un quadro economico sostanzialmente sano. Innanzitutto, è necessario puntare sulla differenza, sfuggendo al rischio di omologazione con le tv commerciali e tornando ad essere un modello positivo per l’intero settore televisivo. Occorre, inoltre, ridurre la dipendenza dalla pubblicità, che ora rappresenta più del 50% degli introiti. La vera scommessa è però quella dell’innovazione, attraverso un impegno strategico efficace: la Rai deve essere multipiattaforma, presente nel digitale terrestre come nel satellite free to air e nel web, nelle reti generaliste e in quelle tematiche. Altro obiettivo fondamentale è la conquista di una vera autonomia dai partiti, inseguendo un autentico pluralismo. Naturalmente, per raggiungere gli scopi sopra elencati è fondamentale che vengano adottate regole di funzionamento di tipo societario. Mandati troppo brevi, scarsa autonomia decisionale e organizzativa del vertice, impossibilità di inserimento di risorse professionali giovani e qualificate sono infatti i sintomi di una malattia che mette in forse l’avvenire del servizio pubblico. Questi traguardi e gli altri punti elencati nelle Linee Guida, saranno oggetto di consultazione pubblica che coinvolgerà tutte le componenti politiche, economiche, sociali e culturali interessate ed avverrà attraverso confronti pubblici, incontri bilaterali, contributi indirizzati via Internet.

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