Robert Guinan espone a Villa Medici

La mostra offrirà un’ampia panoramica sul lavoro dell’artista, concentrandosi in particolare sulla produzione tra gli anni Settanta e i primi anni Novanta, quella che viene giudicata come la più significativa, in cui maggiormente si riflette la poetica e la sensibilità che ne caratterizzano lo stile. Le tele, quasi esclusivamente ritratti e vedute metropolitane, materializzano l’atmosfera malinconica, alienata e ad un tempo febbrile e appassionata dei grandi agglomerati urbani americani, in cui la musica, i sapori, gli odori, il frastuono della grande città ed il silenzio della solitudine dei suoi abitanti, si fondono a costituire una unica forza, che la mano di Guinan tenta di cogliere e fissare in un tempo assoluto e immobile. Gli attori che popolano, silenziosamente eppure con una intensità quasi violenta, lo spazio dipinto sono figure note ed ignote ad un tempo, specchio della vita moderna, eppure costantemente ai margini di essa. Chicago, i suoi locali e gli angoli di strada, le pareti scrostate delle pensioni e dei motel, i bar notturni : questo il teatro in cui Guinan ha dato vita ai suoi personaggi in cerca d’autore e sul quale essi si muovono. Con questa mostra, l’Accademia di Francia a Roma vuole celebrare e conferire un meritato riconoscimento all’ampia e poco nota produzione dell’artista, offrendo un proscenio d’eccellenza: le Gallerie di Villa Medici. Per l’occasione verrà anche pubblicato un catalogo, con i testi critici di Yves Hersant, Andrew Patner e Duccio Trombadori, in cui saranno illustrate tutte le opere in mostra.

Robert Guinan nasce a Chicago nel 1934. Di origine europea, annoverando tre diverse etnie nel suo albero genealogico, rappresenta egli stesso un esempio di quel melting-pot di culture che è la società americana. Quasi subito inizia a coltivare la sua passione per l’arte figurativa, in particolare il disegno, cimentandosi in riproduzioni di immagini di carattere storico (scene di guerra, avventure eroiche) che trova nei libri di storia e fotografia.
Nel tempo, i contorni del suo ideale pittorico assumono un carattere più definito: da sempre la sua sensibilità lo spinge a cercare e cogliere l’essenza degli oggetti per poi darle corpo. Si avvicina inizialmente alla tecnica del collage che attraverso la materia che lo caratterizza, sembra favorire la volontà creativa del suo stile. Ma l’effetto visivo che ne risulta è troppo tenue e smorzato. Le forme e i colori, per lui strumenti primari e indispensabili alla resa pittorica delle immagini, si appiattiscono. E’ nella pittura, invece, che per la vastità e duttilità di soluzioni, di tecniche, di materiali, unita al potere tangibile e vigoroso dell’effetto visivo che la caratterizza, egli trova finalmente il mezzo adatto alla sua sensibilità.
Dalla metà degli anni Settanta, riceve i primi importanti riconoscimenti, particolarmente in Europa, con diverse esposizioni in Francia, Italia, Belgio e Svizzera.
Sebbene il suo lavoro non abbia avuto grande risonanza e sia relativamente poco considerato dalla critica, le sue opere fanno oggi parte di un significativo numero di collezioni, private e pubbliche, tra le più importanti nel mondo.

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