Roma: Genio futurista di Giacomo Balla

La monumentale opera (olio su tela d’arazzo, cm. 279×381, la più grande mai realizzata da Balla) è entrata recentemente a far parte della ricca collezione di opere di Giacomo Balla raccolte dalla stilista Laura Biagiotti, che nel 1996 ha dato vita insieme alle figlie di Gianni Cigna, alla Fondazione Biagiotti Cigna, in memoria del marito prematuramente scomparso, con la direzione scientifica di Fabio Benzi. La Collezione è nata da una grande passione per l’arte e riunisce oltre duecento lavori dell’artista, di cui uno dei nuclei principali è costituito dagli studi realizzati da Balla per la moda e rappresenta il maggiore e più importante insieme sulle arti applicate futuriste che esista; l’intera collezione è stata presentata nel 1996 a Mosca nel Museo Puskin e nel 1998 a Roma presso il Chiostro del Bramante.E’ certamente un’occasione importante, non soltanto perché il grande arazzo è sempre stato ritenuto unanimemente e in primo luogo dallo stesso Balla, l’opera cardine della sua presenza all’Esposizione di Parigi del 1925, presenza altamente simbolica per l’origine e gli sviluppi dell’art déco, ma anche perché consente al pubblico di avvicinarsi e riscoprire il fascino di una collezione emozionante e prestigiosa, costruita con pazienza e passione dalla famiglia Biagiotti Cigna.

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