Roma oltre la comune visita turistica

Non tutti conoscono la chiesa e il monastero di Sant’Anselmo, conosciuti tra i romani nativi e d’adozione non molto per la costruzione, quanto più per una particolarità: un buco sul portone del monastero attraverso il quale si osserva la cupola della basilica di San Pietro e sembra quasi di osservarlo con una di quelle macchine fotografiche giocattolo che ci si faceva comprare da bambini quando si viaggiava con la famiglia.A queste particolarità, però, si continuano ad accostare tour tradizionali e, in questo caso rilassanti,andando ad ammirare un panorama mozzafiato con il cupolone che sembra dominare la città, alla terrazza del Pincio,ubicata nel parco di Villa Borghese o ancora inoltrandosi nelle molto romane stradine di Trastevere, dove si può anche sostare per rifocillarsi in una delle innumerevoli trattorie con tipica cucina romana, come "La parolaccia", tanto per citarne una. Basta solo mettere da parte la permalosità per farsi quattro risate con gli insulti dei camerieri che faranno da bizzarro contorno al proprio pranzo.Rimanendo in tema classico, tipico e culinario vanno citate le fraschette di Ariccia, dove si fa baldoria con gli amici, magari cantando la canzone romana "la società de li magnaccioni", mentre si delizia il palato con un’ottima porchetta accompagnata da un bicchiere di "Romanella", vino locale frizzantino.Per un dopo cena all’insegna del divertimento c’è la movida di Campo de’ Fiori, ma se si preferisce un locale frequentato da tutti i romani, bisognerà recarsi a San Giovanni da "Pompi" il re del tiramisù, apprezzato non solo dai golosi per il dolce preparato artigianalmente con la classica ricetta, alle fragole o ai frutti di bosco, ma anche per ottimi aperitivi con buffet dove ci si rifocilla alla fine di una giornata lavorativa.
Come per i monumenti, anche per la night life c’è un’ampia scelta, continuando a notare il contrasto tra varie epoche che coesistono e come si fa a non citare il "Tam tam", ambientato in una giungla, nel quale si accede tramite uno scivolo e si è accolti da una Cita(senza Tarzan) a dimensioni umane o, e qua concludiamo, il "Lattepiù", locale con ambientazione soft e cocktail tutti rigorosamente a base di latte.Quando si andrà via da Roma, ci si lascerà dietro il caos e la frenesia della gente(ma anche la sua simpatia) con la sensazione frastornate che inevitabilmente si prova,soprattutto se non si è abituati alle metropoli, ma ci si porterà via l’euforia e la magia che riesce sempre a creare, rimanendo in un pezzettino del cuore di tutti coloro che le hanno dedicato un po’ del proprio tempo,entrando a far parte di quella storia e quel contrasto che ci ha accompagnati lungo il percorso.Leggi la prima parte dell’articolo su Roma
Raffaella Sturba

Appassionato di Attualità?

Leggi JUGO.it anche su Facebook

Vai alla Pagina Facebook di Jugo.it
JUGO > Attualità > Roma oltre la comune visita turistica