Sabina Guzzanti parla alla vigilia del ritorno in Tv su LA7

Le imitazioni di Sabina Guzzanti

Definire Sabina Guzzanti un “personaggio scomodo” sembra eccessivo, almeno se si esce dell’ambiente televisivo e si guarda alla carriera che la vede divisa tra l’attività in teatro, quella di attrice e regista, ma anche di blogger. Come suo fratello Corrado Guzzanti, anche Sabina è rimasta per lungo tempo lontana dalla Tv ed il suo ritorno nel salotto degli italiani non può lasciare indifferenti.

Intervistata da “A” alla vigilia di “Un due tre stella”, in nuovo programma che condurrà su LA7 dal 14 marzo, Sabina Guzzanti rivela che tornerà a pescare dal passato, mescolando nuove e vecchie imitazioni di personaggi famosi. “Certo che ci sarà Moana – afferma la Guzzanti -. Si sente chiamata dall’amor di patria. È scandalizzata da come sono andate le cose in Italia, dalla deriva che ha preso il paese: pochi anni fa era al quinto posto nella produzione del porno e adesso al 185esimo, dopo la Svizzera”. “Moana farà dei test ai politici – rivela ancora l’attrice -. E poi farò l’Annunziata, la Palombelli…”.

Politicamente interessata, Sabina Guzzanti non può non esprimere un parere sull’attuale panorama italiano, dal quale pescherà a piene mani anche per la nuova trasmissione: “La Fornero ha pianto, è vero. Momento bello, unico, fa ricordare che siamo umani ma era così, decorativo – commenta la Guzzanti che poi cambia tono -. Il resto è politica che non condivido … Il governo Monti sta facendo una politica iper liberista che non condivido. E se continua non ci farà crescere e ci metterà in ginocchio. Rigore e crescita non sono compatibili e il rigore è ancora applicato in modo iniquo”.

Con Sabina Guzzanti di fronte, autrice di documentari come “Draquila – L’Italia che trema”, è impossibile non tirare fuori l’argomento Berlusconi. Sempre ad “A”, lei risponde con un aneddoto sull’ex premier: “Invitò me e altri quattro comici che gli piacevano. Berlusconi mi fece una pessima impressione, però ascoltava. Lui dà la sensazione di ascoltare e apprezzare, fa parte delle capacità del venditore – racconta la Guzzanti -. Era chiaro che eravamo dei rompicoglioni, io più di tutti. Devo avere involontariamente tenuto con lui un’espressione corrucciata. E lui se ne dev’essere accorto perché mi fece ‘oghei’ con la mano tutto il tempo”.

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