San Silvestro: cenone più italiano

A rivelare questi dati è la Confederazione italiana agricoltori (Cia), secondo la quale sarà la tipicità la vera dominatrice del classico cenone di fine anno. Per la cena dell’ultimo dell’anno si spenderanno, infatti, circa 950 milioni di euro (il 3,5 per cento in meno rispetto al 2004) per l’acquisto di prodotti legati alle usanze delle nostre terre (lenticchie, cotechino, zampone, tacchino, frutta secca), mentre il brindisi al 2006 costerà circa 280 milioni di euro (il 2,0 per cento in meno nei confronti dello stesso periodo dell"anno scorso). La spesa globale sarà quindi di un miliardo e 330 milioni di euro, con una flessione del 2,5 per cento. Trenta milioni di tappi di spumante saluteranno l’anno nuovo e, con esso, l’abitudine al consumo di prodotti stranieri. Per San Silvestro, infatti, gli acquisti di caviale sono scesi del 35% rispetto al 2004, mentre quelli di salmone e di champagne sono diminuiti, rispettivamente, del 15 e del 30 per cento. Stesso trend anche per i formaggi (in particolare quelli francesi), i salumi esteri e la frutta esotica. Gli italiani riscoprono quindi la tradizione locale, quella che va oltre Dop, Igp e Doc, con prodotti di nicchia non ancora dotati di marchi e riconoscimenti. Questi i prodotti che andranno per la maggiore: vini, extravergini di oliva, formaggi, salumi, legumi secchi, castagne e frutta secca. Si parte dal classico prosciutto di Parma a quello di San Daniele, dal culatello di Zibello al capocollo, alla soppressata di Calabria, allo zampone e al cotechino di Modena, dallo speck dell’Alto Adige al Lardo d’Arna della Val d’Aosta, dal Gorgonzola al Parmigiano Reggiano, al Grana Padano al Pecorino Romano e Sardo, alla mozzarella di bufala campana al caciocavallo Silano, dalle arance rosse di Sicilia alla nocciola del Piemonte, dalla lenticchia di Castelluccio ai capperi di Pantelleria, alla nocciola di Giffoni, dall’olio di oliva di Brisighella a quelli di Canino, del Cilento, della Riviera Ligure, della Sabina, dell’Umbria, della Puglia e delle Valli Trapanasi, al pane casereccio di Genzano e di Altamura. Come detto, anche le bollicine saranno "made in Italy", con 90 bottiglie su 100 di spumanti nazionali.

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