Sciopero farmacie, confermata la protesta

La Federazione, che rappresenta le 15.500 farmacie private italiane, non ha infatti gradito l’incontro con il sottosegretario Giaretta, peraltro intervenuto senza avere alcun mandato a trattare. Secondo Federfarma, il vero obiettivo del decreto sarebbe quello di permettere la creazione di vere e proprie farmacie all’interno di pochi ipermercati. Supermercati di quartiere o autogrill non sarebbero infatti in grado di assumere uno staff di farmacisti e il decreto non potrebbe così colmare l’unica vera lacuna del servizio farmaceutico italiano, costituita dall’assenza di farmaci sulle autostrade. Federfarma sottolinea inoltre come esista il rischio che il decreto Bersani possa avere conseguenze gravi sulle piccole farmacie, e con loro sugli abitanti dei piccoli comuni. Le farmacie che garantiscono il servizio in centri con poche centinaia di abitanti, non hanno infatti la possibilità di competere con gli ipermercati che attraggono decine di migliaia di clienti e dispongono di risorse economiche e organizzative superiori. I cittadini potrebbero infatti essere attratti da forti sconti sul alcuni medicinali e preferire fare scorta di farmaci. Anche a causa delle altre misure contenute dalla legge, le piccole farmacie potrebbero inoltre subire la concorrenza sfrenata di nuove grandi catene. Le farmacie di molti piccoli centri potrebbero quindi chiudere definitivamente, privando molti cittadini di quegli esercizi commerciali che spesso rappresentano l’unico presidio sanitario sempre accessibile. Ricordiamo che nella giornata del 26 luglio il servizio farmaceutico sarà comunque assicurato da circa 1.500 farmacie private di turno.

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