Scramjet, cambia la propulsione ipersonica

Proprio in questi giorni, "Scramjet" viene sperimentata con successo anche in Italia, presso l’Istituto per l’energetica e le interfasi del Consiglio Nazionale delle ricerche (Ieni-Cnr) di Milano, dove è stato allestito un tunnel dedicato alla simulazione di volo a velocità ipersonica. Come accennato, l’ossigeno per la combustione viene preso dall’atmosfera invece che da un serbatoio, in quanto il propulsore è funziona grazie ad una camera di combustione nella quale entra l’aria a velocità supersonica e viene iniettato il combustibile.Una tecnologia innovativa ma che va ascapito della velocità massima? Niente affatto. Con "Scramjet" si va dal limite minimo di Mach 5 o 6, fino a oltre Mach 15. Gli "Scramjets", utilizzabili solo ad elevate velocità, potrebbero essere usati, in un prossimo futuro, come motori intermedi per la messa in orbita di satelliti o equipaggi, o come propulsori di crociera per velivoli ipersonici. A metà tra i motori a razzo ed i turbogetti, questi motori vengono da anni sperimentati negli Stati Uniti, ma solo ora, grazie ai progressi tecnologici dei materiali, si sta assistendo ad un veloce sviluppo della tecnologia alla base di "Scramjet". Tornando alle spermentazioni italiane, segnaliamo che il tunnel ipersonico pulsato dello Ieni – Cnr è in grado di riprodurre con buona approssimazione e per tempi relativamente brevi (alcune decine di millisecondi) condizioni di volo ipersonico (fino a Mach 7.5).Nel laboratorio del Cnr i ricercatori stanno studiando lo sviluppo una nuova generazione di lanciatori per la messa in orbita di satelliti e/o velivoli con equipaggio a costi notevolmente ridotti rispetto a quelli attuali, in grado di generare spinta a tutte le velocità, con o senza l’atmosfera. Attualmente, in fase di test ci sono i propulsori denominati RBCC (Rocket Based Combined Cycles). Giulio Riva, ricercatore dello Ieni – Cnr, ha dichiarato: "Questi sistemi dovrebbero adeguare il loro modo di operare alla velocità di volo, fornendo una spinta dal decollo fino alla messa in orbita (oltre Mach 25 nelle regioni più esterne dell’atmosfera) e, in una fase intermedia (oltre Mach 5), operare proprio in modalità Scramjet".

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