Scudetto all’Inter: premio alla correttezza

A dare il via libera all’assegnazione di quello che è il 14esimo scudetto per i nerazzurri è stato il commissario straordinario Guido Rossi, dopo aver recepito il parere espresso dalla commissione composta Gerhard Aigner, Massimo Coccia e Roberto Pardolesi. Si tratta infatti di un’assegnazione automatica del titolo che va, in base alle sanzioni della Corte Federale, alla squadra che è risulta prima classificata durante la stagione 2005-06. I nerazzurri, in ritiro a Bolzano, sembra abbiano però deciso di non festeggiare lo scudetto che arriva, seppur in modo rocambolesco, a distanza di ben 17 anni da quello conquistato da Walter Zenga e compagni nella stagione 1988-89.Un 14esimo scudetto che la società di Massimo Moratti ha però detto di accogliere "con grande soddisfazione", in quanto le permette di superare quella che sembrava la "maledizione del numero 13". Giacinto Facchetti vede invece nel titolo un riconoscimento ad una squadra rimasta estranea dall’inchiesta di calciopoli: "Questo è lo scudetto della correttezza e del rispetto delle regole – ha sottolineato il presidente dell’Inter -, uno scudetto ottenuto da una squadra che ha dimostrato di avere forza tecnica e spirito importanti. È uno scudetto che arriva nel momento in cui il calcio italiano ha deciso di mettere al centro di tutto la questione etica. Per questo motivo è uno scudetto che ha un doppio significato". Soddisfatto anche Mancini: "È uno scudetto meritato e lo cuciamo al petto perché è giusto così, è il giusto premio per gli onesti".

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