Scuola: nelle aule europee c’è aria inquinata

Questi dati sono ora presi in esame dall’ERS, presieduta dal prof. Giovanni Viegi dell’IFC-CNR di Pisa, dopo essere stati dibattuti al Congresso Nazionale della Pneumologia, organizzato dalla Società Italiana di Medicina Respiratoria.Marzia Simoni dell’IFC-CNR, che ha partecipato allo studio europeo HESE (Effetti dell’Ambiente Scolastico sulla Salute), ha dichiarato: "La qualità dell’aria, sia outdoor sia indoor, è argomento di interesse crescente per le autorità che si occupano di sanità pubblica, ed è considerata un fattore che influenza profondamente la salute respiratoria di bambini ed adulti. L’idea di valutare le possibili implicazioni respiratorie dell’inquinamento nelle aule è scaturita dal fatto che i bambini trascorrono gran parte del loro tempo a scuola". Sempre la dr.ssa Simoni ha spiegato che i risultati inducono a una certa preoccupazione e che l’obiettivo dello studio è stato valutare, in vari Paesi europei (Danimarca-Aarhus, Francia-Reims, Italia-Siena ed Udine, Norvegia-Oslo e Svezia-Uppsala), l’impatto degli inquinanti nell’ambiente scolastico sulla salute respiratoria dei bambini.Vediamo ora com’è stato realizzato lo studio. Innanzitutto, i ricercatori hanno selezionato 4 scuole in ciascuno dei 5 Paesi e 2 classi per ogni scuola, per un totale di 547 bambini (età media 10 anni). Le misurazioni degli inquinanti sono state effettuate durante la stagione fredda, quando il riscaldamento era in funzione. "Il 77% e il 68% dei bambini – illustra Marzia Simoni – è risultato rispettivamente esposto a livelli ‘elevati’ di PM10 (polveri con diametro minore o uguale a dieci micron) e CO2 (anidride carbonica). Sono state definite ‘elevate’ concentrazioni superiori a 50 microgrammi per metro cubo di PM10 ed a 1000 parti per milione di CO2 sulla base degli attuali ‘Indoor Air Quality Standards’ statunitensi (EPA ed ASHRAE)".Le poveri sottili sono risultate, in media, più del doppio del limite massimo stabilito come pericoloso: in testa la città danese di Aarhus in testa, seguita da Udine, Siena, Reims, Oslo e Uppsala. L’anidride carbonica rilevata in aula supera invece il limite di quasi la metà e purtroppo indica un ‘primato’ italiano: media di 1.467 parti per milione, con Siena a 1.954, Udine a 1.818 (qui la punta massima di 2.520), Reims a 1.660, Aahrus a 1.568, Oslo a 1.158 e Uppsala a 681."La qualità dell’aria in queste scuole europee – conclude la ricercatrice dell’IFC-CNR – sembra piuttosto scadente. E’ perciò necessario promuovere la consapevolezza dell’impatto che essa può avere sulla salute dei nostri ragazzi, in modo da mettere in atto strategie volte a garantire loro il diritto di respirare aria pulita".

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