Scuola: ragazze più brave, matematica ostica

A pochi giorni dalla conclusione degli esami di stato, il Ministro della Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini illustra l’attuale situazione nella scuola secondaria italiana. Emerge così che la materia in cui gli studenti di tutta Italia incontrano le maggiori difficoltà è ancora la matematica: il 45,7% (+ 2,6% rispetto al 2007) dei ragazzi ammessi con giudizio sospeso all’anno scolastico successivo dovrà dimostrare di aver superato l’insufficienza in questa disciplina. Per il 30,6% degli studenti, il debito riguarda invece la lingua straniera, un’altro vero e proprio scoglio. Buone notizie invece dal numero degli studenti ammessi agli scrutini che aumentano sino ad attestarsi al 59,4% (+10% rispetto al 2007), mentre per il 26,9% il giudizio è sospeso e il 13,7 non è stato ammesso. Tra le altre note comunicate dal Ministro, segnaliamo poi che il liceo classico è stata la scuola con più promossi, mentre Friuli e Veneto si segnalano come le regioni con più bocciati e la Calabria con più promossi. Aumentano poi i 100 e lode all’esame di Stato e, come accennato all’inizio, sono ancora le donne le più brave: il 98% delle donne ammesse all’esame si è diplomato, mentre tra i ragazzi ammessi si è diplomato il 96,7%.Tornando agli studenti che durante l’estate dovranno rimettersi al lavoro tra libri ed appunti, il Ministro ha dichiarato: "Dopo quasi 15 anni – ha dichiarato il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Mariastella Gelmini – si ritorna a studiare d’estate per recuperare le insufficienze. Studiare a luglio e agosto non è certo piacevole per gli studenti ma contribuisce a dare un po’ di serietà e credibilità alla valutazione degli studenti nella scuola italiana. Si deve purtroppo prendere atto che la matematica costituisce, per la scuola italiana, un’autentica emergenza didattica. Il problema accomuna gli studenti dell’intera penisola, senza distinzione di sesso, tipologia di scuola o dislocazione geografica. Forse è il momento di chiedersi se non siano necessarie la ricerca e l’applicazione di nuove metodologie d’insegnamento. Dovremo porci – conclude Gelmini – la stessa domanda anche riguardo allo studio delle lingue straniere, la seconda più grave lacuna dei nostri ragazzi".

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