Sesso in casa con l’amante, a rischio i beni

Il tribunale aveva infatti revocato "per ingratitudine" le donazioni che un uomo aveva fatto a sua moglie. La donna fedifraga, all’epoca 36enne, aveva tradito il suo coniuge con un 23enne, addirittura all’interno della casa dove viveva con il marito e i tre figli. Alla donna, citata in giudizio, è stato quindi revocato ogni diritto sulla comproprietà dei beni immobili acquistati col denaro del coniuge.

La donna ha poi cercato di annullare la sentenza rivolgendosi alla Suprema Corte, la quale ha però confermato il giudizio della Corte d’appello, considerato "esente da vizi logici o giuridici". A far considerare il comportamento della donna come "ingiuria grave" non è tanto l’atto del tradimento, quanto l’atteggiamento adottato dalla donna prima di abbandonare la famiglia per convivere con il nuovo compagno, un comportamento "menzognero e irriguardoso verso il marito, all’insaputa del quale la ricorrente si univa con l’amante nell’abitazione coniugale".

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