Si celebra la Giornata della Biodiversità

Le Ovaletto di Catania, le Miele di Cagliari e le Belladonna di Enna, il Femminiello di Messina, il Quattrocchi di Catania e il Santu Ghironi di Cagliari sono le specie di arancia italiane e quelle di limone a rischio di estinzione. Tra le tante le qualità di mele da proteggere ci sono le Appio di Sassari, le Zamboni di Bologna e le Limoncella di Roma. Le Angelica di Ravenna, le Cannella di Isernia, le Dea di Foggia, le Piviri di Olbia o le Mamoi di Nuoro sono solo alcune delle pere che rischiano di scomparire, mentre la Bianca Marostica di Vicenza, la Del Fiore di Foggia, la Duronata di Modena, la Durone di Pavia e la Cuore Nero di Piacenza sono le varietà di ciliegie in via di estinzione, l’Arruba di Cagliari, la Biancolilla di Agrigento, la Bordatura di Enna, la Pizzo Corvo di Palermo e la Istumbus di Sassari le mandorle a rischio.L’anguria e il melone di varietà tipicamente italiane già quasi non ci sono più. E sono molti altri ancora i frutti del nostro patrimonio agricolo che potremmo a breve perdere per sempre. Si contavano in Italia 8000 varietà di frutta alla fine dell’Ottocento, mentre oggi si arriva a poco meno di 2000. La FAO stima che, ad oggi, il 75% delle varietà delle colture agrarie siano andate perdute e che i tre quarti dell’alimentazione mondiale dipendano da appena 12 specie vegetali e 5 animali. Se si considera che oltre il 40% della superficie terrestre utile è destinata a uso agricolo, si capisce come la diversità biologica e la sua salvaguardia non possano prescindere dall’agricoltura e dalle produzioni alimentari.

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