Si respira più Italia in casa Ducati

L’operazione, che dovrebbe prevedere una cessione di poco meno del 30% della Ducati, si basa su un prezzo per azione di 0,85 euro. Ricordiamo che nel 1995 la Ducati entrò in una profonda crisi finanziaria e l’anno successivo il controllo dell’azienda passò proprio al Texas Pacific Group. Il fondo d’investimento americano portò la liquidità necessaria e un nuovo gruppo di manager internazionali. Il nuovo management, assieme al vecchio gruppo di ingegneri responsabili per lo sviluppo dei prodotti, realizzò il turn-around dell’azienda ottenendo profitti e vendite record trimestre dopo trimestre.

Nel 1999 TPG piazzò in borsa circa il 60% dei titoli della Ducati, realizzando cospicui incassi. Al momento, gli americani posseggono circa il 34% della società, che verrà quasi integralmente rilevato dalla italiana Investindustrial. Per ora non sono stati forniti i dettagli dell’operazione, che verrà perfezionata nei prossimi giorni. Va sottolineato, infatti, che se la percentuale delle azioni acquistate dal fondo italiano dovesse superare il 29,9% scatterebbe automaticamente l’obbligo di lanciare un’offerta pubblica di acquisto (OPA). La notizia dell’accordo non ha turbato gli ambienti finanziari, da tempo in attesa dell’uscita da Ducati della Texas Pacific Group.

A Milano il titolo ha comunque chiuso con un rialzo del 0,39%, attestandosi su un prezzo per azione di 1,04 euro. In generale, il ritorno delle quote di Ducati in Italia rappresenta un motivo di orgoglio per l’azienda, per i clienti e per i tantissimi appassionati dello storico marchio. Fondata nel 1926, la Ducati offre oggi una gamma di moto davvero completa, che si sviluppa su sei diversi segmenti di mercato: Superbike, Super Sport, Monster, Sport Touring, Multistrada e Sport Classic.

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